I DISTURBI DISSOCIATIVI

Aspetti generali

Janet: i ricordi del trauma persistono come idee fisse non del tutto assimilate che funzionano come foci per lo sviluppo di tali stati della mente. In determinate circostanze le energie nervose che sostengono il coordinamento delle varie funzioni mentali potevano indebolirsi al punto che certe funzioni si rendevano autonome rispetto al controllo centrale (processo mentale passivo);

Freud: postulava il concetto di rimozione e riteneva che i fenomeni isterici fossero il risultato di un processo mentale attivo.

Nella sua essenza la dissociazione rappresenta il risultato di una mancata integrazione di aspetti della percezione, della memoria, dell’identità e della coscienza e si verifica come difesa nei confronti di un trauma. Essa permette all’individuo di mantenere l’illusione di un controllo psicologico mentre prova una sensazione di impotenza e di perdita di controllo sul proprio corpo.

Le difese dissociative assolvono la duplice funzione di aiutare le vittime a “distaccarsi” dall’evento traumatico mentre questo si verifica e di posporre il lavoro di elaborazione necessario per collocare tale evento nel contesto della storia della loro vita. Conseguenza di ciò è l’immagazzinamento discontinuo dei ricordi, permettendo al soggetto di compartimentalizzare l’esperienza in modo da non renderla più accessibile alla coscienza.

Aspetti psicodinamici

Rimozione:

Si crea una scissione orizzontale per mezzo della rimozione e il materiale è trasferito nell’inconscio dinamico. È attivata da desideri particolarmente conflittuali

Dissociazione:

Si realizza una scissione verticale per cui i contenuti mentali esistono in una serie di coscienze parallele.

È attivata da un trauma e, una volta indotta, può essere rimessa in moto da aspettative e desideri

Nella maggior parte dei casi di dissociazione diversi schemi mentali o rappresentazioni del Sé devono essere mantenuti in compartimenti mentali separati poiché sono reciprocamente in conflitto. I ricordi del Sé traumatizzato devono essere dissociati in quanto non sono coerenti rispetto al Sé della vita quotidiana.

 

ASPETTI NOSOGRAFICI E DIAGNOSTICI

 

  • •La caratteristica essenziale dei Disturbi Dissociativi è la sconnessione delle funzioni, solitamente integrate, della coscienza, della memoria, della identità o della percezione. Le alterazioni possono essere improvvise o graduali, transitorie o croniche. Nella sezione sono compresi i disturbi seguenti:
  • •– Amnesia Dissociativa, che è caratterizzata dalla incapacità di rievocare importanti notizie personali, che è usualmente di natura traumatica e stressogena, e che risulta troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare;
  • •– Fuga Dissociativa, che è caratterizzata dall’allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall’abituale posto di lavoro, accompagnato dalla incapacità di ricordare il proprio passato e da confusione circa la propria identità personale, oppure dalla assunzione di una nuova identità;
  • •– Disturbo Dissociativo dell’Identità (precedentemente Disturbo da Personalità Multipla), che è caratterizzato dalla presenza di due o più distinte identità o stati di personalità che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento del soggetto, accompagnato da una incapacità di ricordare importanti notizie personali che è troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare. È un disturbo caratterizzato da frammentazione dell’identità piuttosto che dalla proliferazione di personalità separate;
  • •– Disturbo di Depersonalizzazione, che è caratterizzato dal sentimento persistente o ricorrente di essere staccato dal proprio corpo o dai propri processi mentali, mentre rimane intatto il test di realtà;
  • •– Disturbo Dissociativo Non Altrimenti Specificato, che è stato incluso per registrare i disturbi in cui la manifestazione principale è un sintomo dissociativo, ma che non soddisfano i criteri per nessun Disturbo Dissociativo Specifico.
  • •Sintomi dissociativi sono inclusi anche nei criteri per il Disturbo Acuto da Stress, il Disturbo Post-traumatico da Stress, e il Disturbo di Somatizzazione. La diagnosi aggiuntiva di Disturbo Dissociativo non viene emessa se i sintomi dissociativi si manifestano esclusivamente nel corso di uno di questi disturbi. In alcune classificazioni le reazioni di conversione vengono considerate fenomeni dissociativi; tuttavia nel DSM-IV il Disturbo di Conversione è stato inserito nella sezione “Disturbi Somatoformi” per sottolineare l’importanza di tenere in considerazione le condizioni mediche generali o neurologiche ai fini della diagnosi differenziale.
  • •Risulta particolarmente importante nella valutazione dei Disturbi Dissociativi la prospettiva trans-culturale, in quanto gli stati dissociativi possono essere espressioni comuni e accettate di attività culturali o di esperienze religiose in molte società. La dissociazione non dovrebbe essere considerata automaticamente patologica, anche perché spesso non provoca significativo disagio, menomazione, o ricerca di aiuto. Tuttavia un certo numero di sindromi culturalmente determinate caratterizzate da dissociazione causano invece disagio e menomazione, e sono riconosciute come manifestazioni patologiche anche nella popolazione d’origine del paziente, benché la sintomatologia possa assumere diverse forme in diverse culture, quali episodi ricorrenti brevi di stupor dissociativo o possessione da spiriti in India.

 

AMNESIA DISSOCIATIVA

Criteri diagnostici per F44.0 Amnesia Dissociativa [300.12]

 

Caratteristiche diagnostiche

  • •La manifestazione essenziale della Amnesia Dissociativa è l’incapacità di rievocare importanti notizie personali, di solito di origine traumatica o stressogena, la quale risulta troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare (Criterio A). Questo disturbo comporta una menomazione reversibile della memoria, in cui i ricordi personali non possono essere recuperati in forma verbale (oppure, se temporaneamente recuperati, non possono essere interamente trattenuti nella coscienza). Questa alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di Disturbo Dissociativo dell’Identità, Fuga Dissociativa, Disturbo Post-traumatico da Stress, Disturbo Acuto da Stress, oppure Disturbo di Somatizzazione, e non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza, oppure a una condizione medica generale o neurologica (Criterio B). I sintomi devono causare disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti (Criterio C).
  • •L’Amnesia Dissociativa più comunemente si presenta come una lacuna, o una serie di lacune, riportate retrospettivamente, nella rievocazione di momenti della storia della vita di un individuo. Queste lacune sono di solito collegate a eventi traumatici o estremamente stressanti. Alcuni soggetti possono avere amnesia per episodi di auto-mutilazione, esplosioni violente di ira, oppure tentativi di suicidio. Meno comunemente l’Amnesia Dissociativa si presenta come un episodio florido con esordio improvviso. Questa forma acuta si manifesta più facilmente in tempo di guerra o come conseguenza di catastrofi naturali o di altre forme di grave trauma.
  • •Diversi tipi di alterazione della memoria sono stati descritti nella Amnesia Dissociativa. Nella amnesia circoscritta, il soggetto non è in grado di rievocare eventi che si sono verificati durante un periodo circoscritto di tempo, di solito le prime ore susseguenti a un evento gravemente disturbante (per es. il sopravvissuto incolume di un incidente automobilistico in cui un familiare sia rimasto ucciso può non riuscire a ricordare nulla di quanto è accaduto dal momento dell’incidente a 2 giorni dopo). Nella amnesia selettiva la persona può ricordare alcuni, ma non tutti, degli eventi riguardanti un periodo circoscritto di tempo (per es. un reduce di guerra può ricordare solo parzialmente una serie di esperienze violente di combattimento). Altri 3 tipi di amnesia, generalizzata, continuativa e sistematizzata, sono meno comuni. Nella amnesia generalizzata, la incapacità di ricordare riguarda l’intera vita della persona. I soggetti con questo raro disturbo di solito si presentano alla Polizia, al Pronto Soccorso, o ai servizi di consulenza degli Ospedali Generali. L’amnesia continuativa viene definita come l’incapacità di rievocare gli eventi da un certo momento in poi, incluso il presente. L’amnesia sistematizzata corrisponde alla perdita di memoria per certe categorie di informazioni, come i ricordi riguardanti la propria famiglia oppure una particolare persona. I soggetti che presentano questi ultimi 3 tipi di Amnesia Dissociativa potrebbero in realtà ricevere la diagnosi di una forma più complessa di Disturbo Dissociativo (per es. il Disturbo Dissociativo dell’Identità).

 

Manifestazioni e disturbi associati

 

  • •Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati Alcuni soggetti con Amnesia Dissociativa riferiscono sintomi depressivi, ansia, depersonalizzazione, stati di trance, analgesia, e regressione spontanea a livelli d’età inferiori. Essi possono fornire risposte inesatte e approssimative alle domande (per es. 2 più 2 uguale a 5) come nella sindrome di Ganser. Tra gli altri problemi che talora accompagnano il disturbo vi sono anche disfunzioni sessuali, menomazione nel lavoro, nelle relazioni interpersonali, auto-mutilazione, impulsi aggressivi, impulsi e gesti suicidiari. I soggetti con Amnesia Dissociativa possono anche presentare sintomi che soddisfano i criteri per il Disturbo di Conversione, per un Disturbo dell’Umore, per un Disturbo Correlato a Sostanze, o per un Disturbo di Personalità.

 

Caratteristiche collegate all’età

 

  • •L’Amnesia Dissociativa è particolarmente difficile da valutare nei bambini preadolescenti, in quanto può venir confusa con un problema di attenzione, ansia, comportamento oppositivo, con Disturbi dell’Apprendimento, manifestazioni psicotiche, e con le forme di amnesia infantile appropriate rispetto al grado di sviluppo (per es. la ridotta capacità di richiamare gli eventi autobiografici che si manifesta prima dei 5 anni). Possono essere necessarie osservazioni ripetute o valutazioni da parte di numerosi esaminatori diversi (per es. insegnante, terapista, operatore sociale) per fare una diagnosi precisa di Amnesia Dissociativa nei bambini.

 

FUGA DISSOCIATIVA

Criteri diagnostici per F44.1 Fuga Dissociativa [300.13]

  • •A. La manifestazione predominante è rappresentata dall’allontanamento inaspettato da casa o dall’abituale posto di lavoro, con incapacità di ricordare il proprio passato;
  • •B.Confusione circa l’identità personale oppure assunzione di una nuova identità (parziale o completa);
  • •C.L’alterazione non si manifesta esclusivamente in corso di Disturbo Dissociativo dell’Identità, e non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso, o un medicinale), oppure a una condizione medica generale (per es. epilessia del lobo temporale);
  • •D. I sintomi causano disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

 

Caratteristiche diagnostiche

  • •La manifestazione essenziale della Fuga Dissociativa è rappresentata da un allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall’abituale luogo di lavoro, con incapacità di ricordare in toto o in parte il proprio passato (Criterio A). Ciò è accompagnato da confusione circa l’identità personale, o anche dall’assunzione di una nuova identità (Criterio B). L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di Disturbo Dissociativo dell’Identità, e non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza oppure a una condizione medica generale (Criterio C). I sintomi devono causare disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti (Criterio D).
  • •Il tipo di viaggio può variare da spostamenti brevi o di breve durata (per es. ore o giorni) a vagabondaggi complessi, di lunga durata (per es. settimane o mesi), che di solito avvengono senza disturbare nessuno, fino ai casi di alcuni soggetti che attraversano numerosi confini nazionali e percorrono migliaia di miglia. Durante la fuga il soggetto può sembrare esente da psicopatologia e generalmente non attira l’attenzione. A un certo punto il soggetto arriva alla osservazione dei medici, di solito a causa di un amnesia per i fatti recenti o di una carenza di consapevolezza della propria identità. Una volta che il soggetto ritorna allo stato che precedeva la fuga, può non esserci alcun ricordo per gli eventi accaduti durante la fuga.
  • •La maggior parte delle fughe non comportano la formazione di una nuova identità. Se una nuova identità viene assunta durante la fuga, essa è generalmente caratterizzata da tratti più gregari e disinibiti rispetto alla precedente identità. La persona può assumere un nuovo nome, prendere una nuova residenza, e impegnarsi in attività sociali complesse che risultano bene integrate e che non indicano la presenza di un disturbo mentale.

 

Manifestazioni e disturbi associati

  • •Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati Dopo il ritorno allo stato presedente alla fuga, può essere notata amnesia per gli eventi traumatici del passato (per es. al termine di una lunga fuga un soldato può avere amnesia per gli eventi bellici accaduti anni prima in cui era rimasto ucciso il suo migliore amico). Possono essere presenti depressione, disforia, ansia, abbattimento, vergogna, colpa, stress psicologico, conflitti, impulsi suicidiari e aggressivi. La persona può fornire risposte imprecise e “di traverso” alle domande (per es. 2 più 2 uguale a 5), come nella sindrome di Ganser. La lunghezza e la durata della fuga possono determinare il grado di gravità delle conseguenze, come la perdita dell’impiego o lo sconvolgimento delle relazioni personali o familiari. I soggetti con Fuga Dissociativa possono avere un Disturbo dell’Umore, un Disturbo Post-traumatico da Stress, oppure un Disturbo Collegato a Sostanze.

 

DISTURBO DISSOCIATIVO DELL’IDENTITÀ

Il DID, in passato definito disturbo di personalità multipla, riguarda la presenza di due o più identità o stati della personalità distinti, ciascuno con le proprie modalità, relativamente stabili, di percezione, di relazione, di pensiero rispetto all’ambiente e al Sé. Almeno due di queste identità o stati della personalità devono periodicamente assumere il controllo del comportamento dell’individuo.

 

Il trauma da solo non è sufficiente per determinare il DID. Vi sono quattro fattori riconosciuti:

  • •La capacità di attuare una dissociazione difensiva nei confronti di un trauma deve essere presente;
  • •Le esperienze esistenziali traumatiche travolgenti, come un abuso fisico o sessuale, superano le capacità di adattamento e le consuete operazioni difensive del bambino;
  • •Le forme precise assunte dalle difese dissociative nel processo di formazione dell’altra personalità vengono determinate da influenze plasmatrici e dai substrati disponibili;
  • •Contatti rassicuranti e ristrutturanti con figure genitoriali o altre figure significative non sono possibili, per cui il bambino avverte una profonda inadeguatezza delle capacità di proteggersi dagli stimoli. I bambini che alla fine sviluppano un DID devono utilizzare se stessi (o le altre personalità) come oggetti transizionali.

Teoria dell’Attaccamento e approccio cognitivo – evoluzionistico di G. Liotti

La teoria postula la sequenza di tali condizioni per spiegare l’insorgere dei disturbi dissociativi:

  • •Un’esperienza precoce di attaccamento disorganizzato – conseguente a sua volta di un trauma non risolto nella vita del genitore;
  • •La costituzione precoce, nel b/o, di modelli multipli del sé come conseguenza di tale  esperienza di attaccamento;
  • •La predisposizione alla dissociazione della coscienza e della memoria come conseguenza di tale molteplicità di rappresentazioni di sé;
  • •L’uso più facile della dissociazione come meccanismo di difesa di fronte a traumi (più facile rispetto a b/i con altri stili di attaccamento);
  • •Il susseguirsi di episodi di maltrattamento o violenza negli anni di formazione della personalità;
  • •La creazione, nella reveriè prodotta durante gli stati di trance difensiva conseguenti agli episodi di violenza, di identità e mondi immaginari;
  • •L’impossibilità di integrare le memorie di tali identità fantastiche con i ricordi del trauma, sia causa della barriera amnesica della dissociazione (discontinuità della memoria), che a causa dell’assenza di relazioni positive con adulti disponibili a fornire ascolto sincero e conforto al b/o traumatizzato;
  • •Il riemergere, in età adulta, della tendenza ad usare la dissociazione come strategia difensiva di fronte a difficoltà nella vita di relazione.

 

Criteri diagnostici per F44.81Disturbo Dissociativo dell’Identità [300.14]

  • •A. Presenza di due o più identità o stati di personalità distinti (ciascuno con i suoi modi relativamente costanti di percepire, di relazionarsi, e di pensare nei confronti di se stesso e dell’ambiente);
  • •B.Almeno due di queste identità o stati di personalità assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona;
  • •C.L’incapacità di ricordare importanti notizie personali è troppo estesa per essere spiegata con una banale tendenza alla dimenticanza;
  • •D.L’alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. black-out o comportamenti caotici in corso di Intossicazione Alcoolica) o a una condizione medica generale (per es. epilessia parziale complessa). Nota Nei bambini i sintomi non sono attribuibili all’esistenza di un compagno immaginario o ad altri giochi di fantasia.

 

Caratteristiche diagnostiche

 

  • •La manifestazione essenziale del Disturbo Dissociativo dell’Identità è la presenza di due o più distinte identità o stati di personalità (Criterio A) che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento (Criterio B). Vi è incapacità di ricordare notizie personali importanti, troppo estesa per essere spiegata con una banale tendenza alla dimenticanza (Criterio C). L’alterazione non è dovuta all’effetto fisiologico diretto di una sostanza oppure a una condizione medica generale (Criterio D). Nei bambini i sintomi non sono collegati all’esistenza di compagni immaginari o ad altri giochi di fantasia.
  • •Il Disturbo Dissociativo dell’Identità riflette il fallimento nella integrazione dei vari aspetti dell’identità, della memoria, e della coscienza. Ognuno degli stati di personalità può essere vissuto come se avesse storia personale, immagine di sé e identità distinte, compreso un nome separato. Di solito vi è una identità primaria che porta il nome ufficiale del soggetto, e che risulta passiva, dipendente, tendente ai sentimenti di colpevolezza e alla depressione. Le identità alternative frequentemente hanno nomi diversi e caratteristiche che contrastano con l’identità primaria (per es. sono ostili, “dirigenziali”, e auto-distruttive). Identità particolari possono emergere in circostanze specifiche e possono differire nell’età e nel genere riferiti, nel vocabolario, nelle conoscenze generali o negli affetti predominanti. Il vissuto è che le identità alternative assumono il controllo in sequenza, una a scapito dell’altra, e possono negare la conoscenza reciproca, criticarsi l’una l’altra, o apparire in aperto conflitto. Talvolta, una o più identità più potenti regolano e assegnano il tempo alle altre. Le identità aggressive o ostili possono talora interrompere le attività delle altre o metterle in situazioni disagevoli.
  • •I soggetti con questo disturbo presentano frequentemente lacune mnesiche a proposito della loro storia personale, sia remota, che recente. L’amnesia è frequentemente asimmetrica. Le identità più passive tendono ad avere ricordi più poveri, mentre quelle più ostili, “dirigenziali”, o “protettive” hanno ricordi più completi. Una identità che non ha funzioni di controllo può tuttavia avere accesso alla coscienza attraverso la produzione di allucinazioni uditive o visive (per es. una voce che dà istruzioni). La dimostrazione dell’amnesia può essere raggiunta attraverso le indicazioni di altre persone che sono state testimoni di comportamenti che il soggetto rinnega, oppure attraverso le “scoperte” dell’individuo stesso (per es. il fatto di trovare in casa capi di abbigliamento che il soggetto non ricorda di avere comprato). Può esserci non solamente perdita di memoria per periodi di tempo ricorrenti, ma anche una perdita globale di memoria biografica per qualche esteso periodo della fanciullezza, della adolescenza o perfino dell’età adulta. Le transizioni da una identità all’altra sono spesso scatenate da fattori psico-sociali stressanti. Il tempo richiesto per il passaggio da una identità all’altra è solitamente questione di secondi, anche se, più raramente, il passaggio può essere graduale. Il comportamento che può associarsi frequentemente con le transizioni di personalità include ammiccamento rapido, cambiamenti facciali, cambiamenti della voce e dell’atteggiamento o disgregazione del corso dei pensieri del soggetto. Il numero di identità riportato varia da 2 a più di 100. Metà dei casi riportati riguardano soggetti con un numero di identità inferiore a 10.

 

Manifestazioni e disturbi associati

 

  • •Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati I soggetti con Disturbo Dissociativo dell’Identità frequentemente riferiscono di avere sperimentato gravi maltrattamenti fisici e abusi sessuali, specialmente durante l’infanzia. Vi sono controversie circa l’attendibilità di tali racconti, in quanto i ricordi dell’infanzia possono essere soggetti a distorsione, e alcuni soggetti con questo disturbo tendono a essere altamente ipnotizzabili e particolarmente vulnerabili alle influenze suggestive. Comunque, i resoconti da parte dei soggetti con Disturbo Dissociativo dell’Identità riguardo una storia passata di abuso sessuale o fisico sono confermati spesso dal dato obiettivo. Inoltre, le persone responsabili di comportamenti di maltrattamento fisico e di abuso sessuale possono essere inclini a negare o riferire in modo distorto i loro comportamenti.
  • •I soggetti con Disturbo Dissociativo dell’Identità possono manifestare sintomi post-traumatici (per es. incubi notturni, flashback, e reazioni di soprassalto), oppure possono essere riscontrati il Disturbo Post-traumatico da Stress, auto-mutilazione e comportamenti suicidi e aggressivi.
  • •Alcuni soggetti possono presentare modalità ripetitive di relazione caratterizzate da maltrattamento fisico e abuso sessuale. Certe identità possono presentare sintomi di conversione (per es. attacchi pseudoaccessali), oppure avere capacità inusuali di controllare il dolore, oppure sintomi fisici di altro tipo.
  • •I soggetti con questo disturbo possono anche avere sintomi che soddisfano i criteri per Disturbi dell’Umore, Correlati a Sostanze, Sessuali, dell’Alimentazione o del Sonno. I comportamenti di auto-mutilazione, l’impulsività, e i cambiamenti improvvisi e intensi nelle relazioni possono giustificare una diagnosi concomitante di Disturbo di Personalità.

 

Caratteristiche collegate a cultura, età e genere

  • •Il Disturbo Dissociativo dell’Identità è stato riscontrato in soggetti di diversa cultura nel mondo. Nei bambini pre-adolescenti va posta particolare cura nel fare la diagnosi in quanto le manifestazioni possono essere meno chiare che negli adolescenti e negli adulti.
  • •Il Disturbo Dissociativo dell’Identità viene diagnosticato da 3 a 9 volte più frequentemente nelle femmine adulte che nei maschi adulti; nella fanciullezza il rapporto femmine-maschi può risultare ancora più accentuato, ma i dati sono limitati. Le femmine tendono ad avere un numero maggiore di identità rispetto ai maschi, con una media di 15 o più, mentre la media per i maschi è all’incirca di 8 identità.

 

DISTRUBO DI DEPERSONALIZZAZIONE

Criteri diagnostici per F48.1 Disturbo di Depersonalizzazione [300.6]

  • •A. Esperienza persistente o ricorrente di sentirsi distaccato o di sentirsi un osservatore esterno dei propri processi mentali o del proprio corpo (per es. sentirsi come in un sogno);
  • •B.Durante l’esperienza di depersonalizzazione il test di realtà rimane intatto;
  • •C.La depersonalizzazione causa disagio clinicamente significativo, o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti;
  • •D.L’esperienza di depersonalizzazione non si manifesta esclusivamente nel corso di un altro disturbo mentale, come Schizofrenia, Disturbo di Panico (Senza Agorafobia e Con Agorafobia), Disturbo Acuto da Stress, oppure un altro Disturbo Dissociativo, e non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso o un medicinale), oppure a una condizione medica generale (per es. epilessia del lobo temporale).

 

Caratteristiche diagnostiche

 

  • •Le manifestazioni essenziali del Disturbo di Depersonalizzazione sono episodi persistenti o ricorrenti di depersonalizzazione, caratterizzati da sentimenti di distacco o di estraneità a se stessi (Criterio A).
  • •Il soggetto si può sentire come un automa, oppure come se stesse vivendo in un sogno o in un film. Può esserci la sensazione di essere un osservatore esterno dei propri processi mentali, del proprio corpo o di parti di esso. Vari tipi di anestesia sensoriale, mancanza di reazioni affettive, e la sensazione di perdere il controllo delle proprie azioni sono spesso presenti.
  • •I soggetti col Disturbo di Depersonalizzazione mantengono intatto il test di realtà (per es. la consapevolezza che si tratta solo di una sensazione, e che non si è davvero un automa) (Criterio B).
  • •La depersonalizzazione è una esperienza comune, e questa diagnosi dovrebbe essere posta solo se i sintomi risultano sufficientemente gravi da causare marcato disagio o menomazione nel funzionamento (Criterio C).
  • •Siccome la depersonalizzazione è una manifestazione associata comune in molti altri disturbi mentali, una diagnosi separata di Disturbo di Depersonalizzazione non viene posta se tale esperienza si manifesta esclusivamente nel corso di un altro disturbo mentale (per es. Schizofrenia, Disturbo di Panico (Senza Agorafobia e Con Agorafobia), Disturbo Acuto da Stress, o un altro Disturbo Dissociativo). Inoltre l’alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o a una condizione medica generale (Criterio D).

 

Manifestazioni e disturbi associati

 

Caratteristiche descrittive e disturbi mentali associati Spesso i soggetti col Disturbo di Depersonalizzazione possono avere difficoltà a descrivere i loro sintomi, e possono temere che queste esperienze significhino che sono “matti”. Può essere presente anche la derealizzazione, che viene sperimentata come la sensazione che il mondo esterno sia strano o irreale.

  • •Il soggetto può percepire una alterazione strana e perturbante della misura o della forma degli oggetti (macropsia o micropsia), e le persone possono apparire non familiari o meccanizzate.
  • •Le altre manifestazioni associate frequenti comprendono sintomi d’ansia, sintomi depressivi, ruminazione ossessiva, preoccupazioni somatiche, e alterazione del senso del tempo. In certi casi, la perdita dei sentimenti, che è caratteristica della depersonalizzazione, può somigliare a quella di un Disturbo Depressivo Maggiore (Episodio Singolo e Ricorrente), che, in altri casi, può concomitare.
  • •Anche il Disturbo Depressivo Maggiore o il Disturbo Distimico, i Disturbi d’Ansia, i Disturbi di Personalità (di solito l’Evitante, il Borderline e l’Ossessivo-Compulsivo), l’Ipocondria e i Disturbi Correlati a Sostanze possono concomitare col Disturbo di Depersonalizzazione. Depersonalizzazione e derealizzazione si annoverano molto frequentemente tra i sintomi degli Attacchi di Panico e sono più comuni quando i sintomi d’ansia seguono un fattore stressante traumatico, come nel Disturbo Post-traumatico da Stress.

 

Manifestazioni collegate alla cultura

 

Esperienze di depersonalizzazione e di derealizzazione indotte volontariamente fanno parte di pratiche di meditazione e di trance presenti in molte religioni e culture, e non devono essere confuse col Disturbo di Depersonalizzazione. Nei campioni clinici, questo disturbo è diagnosticato almeno due volte più spesso nelle donne che negli uomini.

 

 

DISTURBO DISSOCIATIVO NON ALTRIMENTI SPECIFICATO

F44.9 Disturbo Dissociativo Non Altrimenti Specificato [300.15]

Questa categoria è stata inserita per i disturbi in cui la manifestazione predominante è un sintomo dissociativo (per es. una alterazione delle funzioni usualmente integrate della coscienza, memoria, identità o percezione dell’ambiente), il quale non soddisfa i criteri per nessuno dei Disturbi Dissociativi specifici. Gli esempi comprendono:

  • •I quadri clinici simili al Disturbo Dissociativo dell’Identità che non soddisfano pienamente i criteri per questo disturbo. Gli esempi comprendono i quadri in cui: a) non vi sono due o più distinti stati di personalità, oppure b) non si verifica amnesia per le notizie personali importanti
  • •Derealizzazione non accompagnata da depersonalizzazione negli adulti
  • •Stati di dissociazione che si manifestano in persone sottoposte a periodi di persuasione coercitiva prolungata e intensa (per es. lavaggio del cervello, ricondizionamento del pensiero, o indottrinamento in corso di prigionia)
  • •Il disturbo dissociativo di trance: alterazioni singole o episodiche dello stato di coscienza, dell’identità o della memoria che sono abituali in certe aree e culture. La trance dissociativa comporta restringimento della coscienza dell’ambiente circostante, oppure comportamenti o movimenti stereotipati che vengono vissuti come al di fuori del proprio controllo. La trance di possessione comporta il rimpiazzo dell’abituale senso della propria identità personale da parte di una nuova identità, attribuita alla influenza di un spirito, potenza, divinità, o altra persona, e associata con movimenti stereotipati “involontari” o amnesia ed è forse il Disturbo Dissociativo più comune in Asia. Gli esempi comprendono l’amok (Indonesia), il bebainan (Indonesia), il latah (Malesia), il pibloktoq (Artico), l’ataque de nervios (America Latina), e la possessione (India). Il disturbo dissociativo o di trance non corrisponde ad una normale parte di una pratica collettiva culturale o religiosa largamente accettata
  • •Perdita di coscienza, stupor, o coma non attribuibile a una condizione medica generale
  • •La sindrome di Ganser: fornitura di risposte di traverso alle domande (per es. 2 più 2 uguale a 5) quando non associata con Amnesia Dissociativa o con Fuga Dissociativa.