Watzlawick e Bateson

 

Molto probabilmente dobbiamo a questi due autori le attuali evoluzioni della terapia familiare in quanto possono essere considerati coloro che hanno gettato le basi per una rivoluzione concettuale e paradigmatica allo studio dell’individuo e della sua partecipazione alla realtà sociale.

Bateson, nello specifico, presenta nella sua opera una serie di articoli il cui scopo è quello di mettere in discussione il paradigma sulla quale si basa lo studio dell’uomo e del suo rapporto con l’ambiente naturale – sociale, proponendo un’epistemologia in rotta di collisione con quella usata abitualmente nelle scienze umane (siano esse umanistiche che propriamente scientifiche). L’autore infatti critica e mette in discussione il modo in cui le scienze si sono occupate del rapporto fra l’uomo, mettendo in evidenza i limiti di un approccio lineare nello studio dei fenomeni naturali e proponendo un approccio di tipo circolare capace di comprendere e aumentare i livelli di complessità dei sistemi viventi; muove anche pesanti critiche rispetto a tutto il sistema di categorie logiche del pensiero scientifico in uso e degli errori epistemici da esse derivate; definisce in modo esaustivo le categorie dell’apprendimento, passando da un apprendimento di tipo 0, caratterizzato dalla specificità della risposta, ad un apprendimento di tipo 1, definito come cambiamento nella specificità di risposta, ad un apprendimento di tipo 2, come un cambiamento dell’apprendimento di tipo 1 e corrispondente al deutero – apprendimento, per passare ad un cambiamento di tipo 3, inteso come un cambiamento nel processo dell’apprendimento al livello del sistema degli insiemi, per arrivare ad un apprendimento di tipo 4, definito un cambiamento di un apprendimento di tipo 3, ma difficilmente riscontrabile in natura se non in risposta a cambiamenti filogenetici ed ontogenetici. Introduce in modo innovativo il ruolo della comunicazione come elemento capace di comprendere e spiegare molti dei complessi comportamenti umani. Nello specifico introduce i concetti, che verranno poi sistematizzati da Watzlawick, di simmetria e complementarietà della comunicazione, applicandoli in un contesto di tipo patologico come l’alcolismo, proponendo nello specifico una teoria dell’alcolismo il cui assunto fondamentale risiede nella necessità dell’alcolista di porsi in una situazione UP (simmetria) rispetto alle relazioni interpersonali, gettando così le basi per quella condizione esistenziale che l’autore definisce come “l’orgoglio dell’alcolista”. Bateson, sempre in un contesto di tipo comunicativo, cerca di spiegare  l’eziologia della schizofrenia, definendola come il risultato di ciò che egli definisce “doppio vicolo”, derivato da un paradosso della comunicazione che conduce il soggetto in una condizione di “paralisi comunicativa” senza possibilità di scelta rispetto al comportamento da mettere in atto. È ovvio che tale situazione necessita di alcuni presupposti affinché diventi realmente patogena, ossia 1) proporre verbalmente un messaggio, 2) disconfermare tale messaggio in modo non verbale e 3) uno dei due soggetti della comunicazione deve vivere una condizione di dipendenza rispetto all’altro partner comunicativo (es: bambino – madre). Riuscire ad esporre tutto il pensiero di Bateson in poche righe sarebbe impossibile, ma resta importante riconoscere a questo autore lo sforzo di introdurre la Teoria dei Sistemi nello studio dell’essere umano e del suo comportamento. I concetti che sono stati presentati, seppur in modo semplice e superficiale, sono necessari per comprendere il pensiero di autori che verranno presi in esame successivamente.

Un altro autore che ha gettato le basi dell’attuale terapia familiare é Watzlawick, il quale ha sistematizzato, in Pragmatica della Comunicazione Umana, tutti i concetti più importanti fino ad allora espressi sulla teoria dei Sistemi e sulla Teoria della Comunicazione, includendo le riflessioni teoriche dello stesso Bateson.

Watzlawick cerca di fissare innanzitutto i presupposti teorici introducendo nozioni fondamentali come quella di funzione (ossia che tutto ciò che si trova nel cervello non è costituito da “cose” ma da funzioni matematiche che producono apprendimento in funzione a differenze nell’organizzazione percettiva – concetto espresso in precedenza dallo stesso Bateson), di informazione (intesa come scambio di informazioni, ossia comunicazione che determina sempre un feedback e un adattamento reciproco tra chi emette l’informazione e chi la riceve – cibernetica di secondo ordine), di retroazione (necessaria per mantenere l’omeostasi del sistema, dove A produce B, che a sua volta produce C che a sua volta influenza A e così via. La retroazione può essere di tipo positivo, quando produce un cambiamento nel sistema modificandone la stabilità, e di tipo negativo, quando le informazioni contenute nel sistema non determinano un cambiamento di quest’ultimo), di ridondanza e di metacomunicazione (capacità di comunicare sulla comunicazione) e calcolo (espresso come presenza di regole basilari per la comunicazione, che se non vengono rispettate determinano una comunicazione disturbata).

Inoltre l’autore tenta di fissare alcuni assiomi della comunicazione che possono essere così riassunti: 1) non si può non comunicare, 2) ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione così che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione, 3) la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti, 4) gli essere umani comunicano sia con il modulo numerico, il quale ha una sintassi logica complessa ma efficace pur mancando di una semantica adeguata nel settore della comunicazione, che con quello analogico, il quale ha una semantica ma non una sintassi adeguata per definire in un modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni: 5) tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici (basati sulla somiglianza della relazione) o complementari (quando il comportamento di un partner completa quello dell’altro).

Watzlawick approfondisce anche alcuni aspetti specifici della comunicazione umana, nello specifico “l’impossiblità di non comunicare”, e la comunicazione come conferma di sé e dell’altro.

L’impossibilità di non comunicare viene spiegata con il “Rifiuto della comunicazione”, il qualche comunque non esclude una relazione,  l’ “Accettazione della comunicazione”, intesa come resa passiva di uno scambio relazionale e comunicativo che si riduce ai minimi termini e la “Squalificazione della comunicazione”, intesa come tecnica per invalidare le proprie ed altrui comunicazioni, attraverso il contraddirsi, il cambiare argomento, dire frasi incoerenti, ecc.., ed infine il “Sintomo come comunicazione”, con il quale comunica che vorrebbe avere uno scambio ma a causa di un sintomo (sonno, non conoscenza lingua, ecc) non gli è permesso.

La comunicazione come conferma di sé e dell’altro viene esplicitata mediante il meccanismo della Conferma, dove il soggetto A accetta la definizione che il soggetto B ha dato di sé, del Rifiuto, mediante il quale il soggetto A rifiuta la definizione che il soggetto B ha dato, e della Disconferma, con la quale il soggetto A nega la realtà del soggetto B, asserendo “tu non esisti”. L’autore definisce quest’ultima come una comunicazione patologica.

Watzlawick inoltre definisce il concetto di Sistema come un insieme di oggetti e di relazioni tra gli oggetti e tra i loro attributi, in cui gli oggetti sono componenti o parti del sistema, gli attributi sono le proprietà degli oggetti e le relazioni tengono insieme il sistema. L’autore sottolinea anche l’importanza di definire l’ambiente del sistema come costituito dall’insieme di tutti gli oggetti tali per cui un cambiamento nei loro attributi influenza il sistema e anche dall’insieme di quegli oggetti i cui attributi sono cambiati dal comportamento del sistema. Identifica anche due tipi di sistemi; sistemi aperti, i quali scambiano informazioni, energie e materiali con l’esterno, e sistemi chiusi, se non c’è immissione o emissione di energia in nessuna delle sue forme e di conseguenza non vi è un cambiamento dei suoi componenti.

Ultimo punto preso in analisi dall’opera di Watzlawick riguarda le proprietà, da quest’ultimo identificate, dei sistemi aperti: 1) Totalità: ogni parte del sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento in una sua parte causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema, mettendosi in contrapposizione con il principio di sommatività (proprietà non sommative del sistema – non è la semplice somma delle sue parti) e il principio dei rapporti unilaterali (A influenza B, ma A non è influenzato da B; 2) Retroazione: che comporta l’abbandono di una visione lineare causa – effetto per l’avvento di un modello circolare che vede i sistemi autoregolarsi (con il principio dell’omeostasi); 3) Equifinalità: i risultati del sistema non sono determinati dalle condizioni iniziali quanto dalla natura del processo o dai parametri del sistema, affermando così che gli stessi risultati possono avere origini diverse perché ciò che è determinante è la natura dell’organizzazione del sistema.

Watzlawick descrive anche la comunicazione paradossale e la teoria del doppio legame come importanti per comprendere il comportamento dello schizofrenico, riprendendo i concetti espressi da Bateson nella sua opera. Introduce anche la tecnica della prescrizione del sintomo come strumento comunicativo in un contesto terapeutico  allo scopo di smuovere dallo stallo il soggetto paralizzato dal doppio legame. Molti di questi concetti verranno ripresi da numerosi autori, come ad esempio la Selvini Palazzoli nella sua opera Paradosso e Controparadosso.

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